6 x 9 = 42

“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Decoerenza quantistica

Traduzione dell’originale “Quantum Decoherence“.

Presuppongo che a questo punto abbiate letto i precedenti articoli Un’Introduzione Alla Fisica Quantistica, Il Casino’ Quantico ed Entanglement Quantistico, dove numerose domande spinose ed intriganti sono state poste. In questa pagina cercheremo di trovare alcune risposte.

Forse la prima cosa da capire é l’idea che non possiamo separare un oggetto che sta venendo misurato (osservato) dall’apparato che sta effettuando la misura stessa. Questo si vede chiaramente nel mondo quantistico, dove non si puo’ divorziare la proprietà che si cerca di misurare dal tipo di osservazione che si sta facendo: la proprietà dipende dalla misura.

In effetti, é un po’ come un arcobaleno. Quando una persona guarda un arcobaleno vede che comincia in una certa posizione e termina in un’altra. Pero’, quando una seconda persona – che si trova in un altro posto – guarda l’arcobaleno lo vedrà cominciare e terminare in posizioni completamente differenti. Quindi le due persone stanno effettivamente vedendo differenti arcobaleni, con diverse posizioni di inizio e di fine. E’ per questo che non troverete mai una pentola di monete d’oro alla fine dell’arcobaleno!

Come é possibile questo? E’ possibile perché dovete considerare l’arcobaleno e l’osservatore come un singolo sistema. In effetti, questo é vero per ogni misura ed osservazione: non si puo’ realmente separare l’oggetto che sta venendo misurato dall’apparecchio che effettua la misurazione – bisogna vederli come un unico sistema. Per esempio, quando misurate la temperatura di un oggetto usando un termometro, state togliendo una piccola parte di calore dall’oggetto stesso. L’apparecchio di misura ha alterato l’oggetto – le due entità non sono separate.

Quest’idea dell’oggetto osservato e dell’osservatore uniti assieme come un singolo sistema si rivelerà la chiave per mostrare il meccanismo alla base dell’apparente “collasso della Funzione d’Onda”. Perché, in realtà, una particella quantistica é di rado completamente isolata dal suo ambiente.

Come l’ambiente elimina gli effetti di interferenza

Nell’articolo “Il Casino’ Quantico” abbiamo visto che quando si effettua la misura di un’osservabile, lo stato quantico sembra “saltare” ad un particolare autostato (con l’osservabile che assume il corrispondente autovalore). Questo apparente salto ha impegnato i fisici per diversi anni perché non si capiva come e perché l’usuale evoluzione temporale lineare dell’equazione di Schrödinger decidesse improvvisamente di compiere un tale salto.

Inoltre, poiché uno stato quantico puo’ essere visto come la sovrapposizione di diversi altri stati, la domanda puo’ anche essere posta come “perché non vediamo mai questi altri stati negli oggetti macroscopici“? Per esempio, perché non si vede mai il gatto di Schrödinger sia vivo che morto allo stesso tempo?

Pero’, nell’esperimento della doppia fenditura vediamo in effetti gli altri stati della sovrapposizione, poiché provocano effetti di interferenza costruttiva e distruttiva (vedi Un’Introduzione alla Fisica Quantistica). Perché questi “stati di interferenza” appaiono in quest’esperimento ma apparentemente svaniscono negli oggetti macroscopici?

Ricordiamoci di come uno stato quantico possa essere espresso come una sovrapposizione lineare di componenti degli altri autostati:

Ora, ecco il punto chiave essenziale: ogni autostato componente ha una fase associata. E’ forse questa fase che dona alla Funzione d’Onda il suo carattere da Onda (in uno spazio complesso, ricorda)? Perché i componenti si possano combinare insieme correttamente per produrre una sovrapposizione di stati, essi devono avere la stessa fase (devono essere coerenti). Questo é quello che succede nell’esperimento della doppia fenditura: i componenti di interferenza che possiedono la stessa fase si combinano per produrre gli effetti di interferenza.

Come spiegato nell’esempio dell’arcobaleno all’inizio dell’articolo, non possiamo separare un oggetto osservato dall’osservatore: dobbiamo trattare il sistema combinato come un unico sistema. Nel mondo reale, pero’, succede che una particella non é mai perfettamente isolata: interagisce inevitabilmente con l’ambiente. A causa di queste interazioni la particella “viene osservata” dall’ambiente – l’ambiente puo’ anche essere un oggetto per la misurazione fatto dall’uomo, per esempio.

Quello che succede ad una particella quantistica nel mondo reale é che ognuno dei suoi stati che la compongono diventa “entangled” (separatamente) con diversi aspetti del suo ambiente. Come visto negli articoli precedenti, quando delle particelle diventanto entangled, bisogna considerarle come un solo stato entangled (e si usa il prodotto tensoriale per calcolare lo stato risultante). Quindi ciascuna componente della nostra particella quantistica forma stati entangled separati. Le fasi di questi stati saranno alterate: questo distrugge la coerenza delle fasi fra le componenti (diventano decoerenti).

Se una particella interagisce solo con un singolo fotone, ad esempio, allora le due particelle formeranno uno stato entangled e questo sarà sufficiente per avviare l’inizio della decoerenza (per esempio un singolo fotone che attraversa l’esperimento della doppia fenditura é sufficiente per distruggere lo schema di interferenza). Nonostante questo, perché tutti gli effetti di interferenza scompaiano, la particella deve avere un effetto macroscopico (piuttosto che microscopico), formando entanglements con miliardi di particelle. Questo é descritto nel libro Quantum Enigma: “Ogni volta che una proprietà di un oggetto microscopico  influenza un oggetto macroscopico, quella proprietà é ‘osservata’ e diventa una realtà fisica” (l’idea che la decoerenza sia uguale all’osservazione sarà considerata più in dettaglio nel prossimo articolo). In questo caso, se non c’é più nessun termine di interferenza allora a tutti gli effetti la particella é ora in un unico, singolo, stato quantico – uno degli autostati componenti.

(Nell’articolo Entanglement Quantistico avevamo anche mostrato come la dimensionalità dello spazio degli stati di Hilbert sale rapidamente con ciascun entanglement, con l’effetto di ridurre ulteriormente le probabilità di effetti di interferenza coerenti).

Da notare come i componenti di interferenza non svaniscono veramente – semplicemente non li notiamo a livello macroscopico perché sono sfasati. In effetti, vengono semplicemente dissipati nel nostro ambiente più vasto. Li immagino sempre come piccole increspature nell’oceano – noi notiamo sempre e solo le grandi (macroscopiche) onde. Le piccolo increspature diventano entangled con altre piccole increspature finché non diventa impossibile dire da quale grande onda provenga ciascuna piccola increspatura.

Immaginate di tirare una roccia nell’oceano al largo della costa della Gran Bretagna. Dopo il tonfo iniziale, le increspature si dissipano ed apparentemente svaniscono. Ma, certo, non spariscono realmente: diminuiscono di dimensione, e si mischiano ed interferiscono fra loro, ma non svaniscono. Due settimane dopo, sulla baia rocciosa della Terra del Fuoco sulla costa Argentina, una delle piccole onde che si infrange sulla spiaggia é forse un’impercettibile frazione di un micron più alta a causa della roccia che avete tirato.

Quindi le onde (termini di interferenza) non spariscono veramente. Si dissipano nell’ambiente e diventano, a tutti gli effetti, non determinabili. E non é certo possibile associare il cambio microscopico nell’altezza di un’onda nella Terra del Fuoco con la roccia che avete tirato – ci sono state troppe interazioni con altre onde lungo il tragitto. In questo senso, il processo di decoerenza é irreversibile – ed é un punto chiave: non possiamo invertire il processo (per rigenerare le componenti di interferenza iniziali) – sono perse per sempre. Ed anche le “piccole onde”, echo degli effetti di interferenza, sono diventate impercettibile a causa delle interazioni con l’ambiente. Quindi, a tutti gli effetti, gli effetti di interferenza (onde) sono completamente scomparsi.

Almeno sembra che abbiamo trovato il meccanismo dietro la scomparsa degli effetti di interferenza, la verità dietro il misterioso “collasso della Funzione d’Onda”.

La decoerenza, quindi, non é un improvviso “salto”. Piuttosto, i termini di interfenza scompaiono a causa della progressiva influenza di miliardi di particelle (e gli entanglements associati) ed amplificazioni (dell’eventuale misurazione – a cui Bohr si riferiva come ad un “irreversibile atto di amplificazione“). Come Brian Greene spiega nel suo libro La Fabbrica del Cosmo: “La decoerenza permette a molta della stranezza della Fisica Quantistica di ‘sparire’ dagli oggetti macroscopici poiché, bit per bit, la stranezza quantica é portata via dalle interazioni con innumerevoli particelle dell’ambiente“.

Comunque, il processo di decoerenza inganno’ i Fisici per molti anni perché era un processo molto efficiente – la decoerenza avviene incredibilmente velocemente (in un intervallo di 10-27 secondi!) – e che dava una forte impressione di discontinuità, di salto quantistico “instantaneo”. Invece, recenti esperimenti sono riusciti a rallentare la decoerenza staccando delle particelle quantistiche dal loro ambiente. Se la decoerenza é rallentata allora le sovrapposizioni di stati diventano evidenti. Ad esempio, una corrente elettrica é stata fatta fluire in direzioni opposte allo stesso tempo usando un anello superconduttore (vedi questo articolo di Physics World [in Inglese] che considera gli effetti di decoerenza sul gatto di Schrödinger, e quest’altro di New Scientist).

La ragione per cui non vediamo mai il gatto di Schödinger sia vivo che morto allo stesso tempo é che la decoerenza avviene all’interno della scatola molto prima che la apriamo. Questo a causa del congegno che contiene i nuclei radioattivi ed il veleno, che forma l’ambiente macroscopico che immediatamente circonda i nuclei radioattivi.

Quindi, perché gli elettroni nell’esperimento della doppia fenditura mostrano ancora effetti di interferenza? Perché non subiscono la decoerenza? La risposta é che non si tratta di oggetti macroscopici, sono oggetti microscopici isolati. Mentre la decoerenza avviene molto rapidamente per i primi, per un elettrone il tempo di decoerenza (che viene detto coefficiente di fluttuazione) é di circa 107secondi, un anno circa – abbastanza tempo per fare l’esperimento della doppia fenditura ed osservare gli effetti di interferenza.

Per una chiara spiegazione della decoerenza, raccomando il capitolo 7 del libro di Brian Greene “La Fabbrica del Cosmo

Decoerenza ed Entropia

C’é un parallelo con il comportamento termodinamico, quando si considera il movimento statistico di particelle riscaldate. La seconda legge della Termodinamica dice che l’entropia totale in un sistema chiuso (la quantità di disordine, in pratica) aumenta sempre (ne parleremo fra un po’ di articoli). Per esempio, se abbiamo del gas all’interno di un contenitore chiuso in un angolo di una stanza, quando lo apriamo il gas si diffonderà in tutta la stanza. Eventualmente raggiungerà uno stato in cui tutte le sue molecole saranno completamente orientate a caso lungo la stanza. Questo stato é chiamato equilibrio temico. E’ lo stato con entropia massima (disordine).

La dissipazione dei componenti di interfenza durante la decoerenza si comporta in maniera simile. L’ambiente puo’ essere considerato un bagno termico [una sorta di riserva illimitata di calore, NdT] nel quale i termini di interferenza si diffondono e diventano completamente non orientati. A quel punto, si dice che il processo é termodinamicamente irreversibile. L’interferenza se n’é andata per sempre.

Il collasso della Funzione d’onda é come il colpo di apertura di una partita di biliardo. Immaginate che ogni palla rappresenti un termine di interferenza dello stato Quantico. Prima del colpo, (prima di effettuare un’osservazione quantistica), vediamo un’entropia bassa – tutto é ben ordinato. Tutti i termini di interferenza sono coerenti, e capaci di produrre schemi di interferenza.

Dopo il colpo, il sistema delle palline rapresenta un sistema con un grande aumento di entropia (disordine). Questo é quello che succede quando effettuiamo un’osservazione a livello quantistico: i termini di interferenza si dissipano nel “bagno termico” dell’ambiente, e la coerenza si perde nella confusione che segue. La situazione é ora termicamente irreversibile: é molto improbabile che la sitazione ordinata iniziale si riformi spontaneamente. Per questo vediamo il collasso della Funzione d’Onda operare solo nella direzione “avanti” del tempo (per la stessa ragione non vediamo uova rotte che si riaggiustano).

Decoerenza e l’Interpretazione dei Molti-Mondi

Il problema della misurazione Quantistica ha confuso i fisici sin da quando la Meccanica Quantistica fu inizialmente scoperta: cosa costituisce una misurazione? Quale processo casuale seleziona i valori osservati dai possibili valori nella sovrapposizione? Cosa succede agli altri termini nella sovrapposizione?

Nel 1957, Hugh Everett propose la sua Interpretazione a Molti Mondi (MWI in inglese) della Meccanica Quantistica nel tentativo di fornire delle risposte alle domanda precedenti. La MWI afferma che quando effettuiamo una misurazione, l’Universo si divide in universi paralleli differenti, ciascuno dei quali contenente uno dei possibili risultati dell’osservazione. Per esempio, nel caso del gatto di Schödinger, quando apriamo la scatola l’Universo si divide in due: il gatto é vivo in un Universo, e morto nell’altro.

Penso che si cerchi di leggere troppo nel cosiddetto collasso della Funzione d’Onda. I Fisici vanno decisamente troppo lontano nel tentativo di spiegare il fenomeno, al punto da postuale universi paralleli! Ma mentre possiamo spiegare il processo ricorrendo ad un principio fisico esistente (l’entropia crescente e la freccia del tempo termodinamica), non credo dovremmo far ricorso a soluzioni fantasiose non necessarie. Inoltre, la direzione della freccia del tempo termodinamica é definita dalle condizioni iniziali molto particolari dell’universo, che danno una soluzione alla domanda del perché l’entropia cresce nella direzione “avanti” della freccia, ma qual’é la causa di questa asimmetria nell’interpretazione dei Molti Mondi, ovvero, perché gli universi si dividono solo in una direzione del tempo?

Per me, l’interpretazione dei Molti Mondi sembra molto un prodotto degli anni Cinquanta. Recenti risultati sulla decoerenza quantistica ci hanno dato nuove intuizioni sul problema della misurazione quantistica, e non c’é più bisogno di proporre universi paralleli per spiegare il processo. Come si é spiegato precedentemente su questa pagina, i termini di interferenza si dissipano nell’ambiente e diventano a tutti gli effetti non misurabili. Non abbiamo bisogno di proporre che si teletrasportino in un universo parallelo – restano fermamente in questo universo.

Come già detto, si ha ora un supporto sperimentale per questo punto di vista della decoerenza. Se le particelle possono essere isolate dall’ambiente possiamo riuscire a vedere diverse sovrapposizioni di termini di interferenza come una realtà fisica in questo universo. Come ulteriore esempio, vedi la ricerca del NIST che ha creato un atomo in due posti allo stesso tempo (rassegna stampa del NIST). Se i termini di interferenza scappassero realmente in un altro universo non dovremmo mai essere capaci di osservarli come realtà fisiche nel nostro.

Decoerenza in un Insieme di Particelle

Quindi la decoerenza risolve il mistero dell’apparente collasso della Funzione d’Onda, e spiega anche perché non osserviamo mai stati in sovrapposizione in oggetti macroscopici, ma non spiega quale particolare autostato é selezionato durante il processo di “misurazione”. Come spiegato nell’articolo Il Casino’ Quantico, la selezione di un particolare autostato é governata da un processo puramente probabilistico, quindi per poter analizzare il comportamento probabilistico dobbiamo considerare numerose particelle quantistiche in uno stato simile (chiamato ensemble, dal francese per insieme), e quindi usare un utile oggetto statistico chiamato matrice delle densità.

Consideriamo un insieme di particelle in una scatola. L’intera scatola puo’ essere trattata come un singolo sistema quantistico. Quando ne estraiamo una particella e la misuriamo troviamo che, ad esempio, puo’ essere sia “blu” che “verde”. Prima della misurazione, il sistema puo’ essere in uno di questi due stati:

  • Uno stato puro – ciascuna particella é nello stesso stato con lo stesso vettore degli stati. Per esempio, supponiamo che tutte le particelle siano nella stessa sovrapposizione di stati prima della misurazione, un’uguale sovrapposizione di blu e verde.
  • Uno stato misto – le particelle sono tutte in stati classici differenti, ovvero sono tutte blu o verdi: nessuna particella é in una sovrapposizione di stati. Questo é solo un classico mix di particelle blu e verdi.

Quando estraiamo particelle dalla scatola ad una ad una e misuriamo ciascuna particella per determinare se sia blu o verde scopriamo che, sia nel caso dello stato puro sia in quello della stato misto, il 50% delle particelle vengono misurate “blu” ed il 50% delle particelle vengono misurate “verdi”. Quindi, dopo la misurazione, i due sistemi quantistici appaiono identici. Pero’, lo stato dei due sistemi prima della misurazione era chiaramente differente: lo stato puro poteva essere descritto da un singolo vettore degli stati (tutte le particelle erano nella stessa sovrapposizione di stati); mentre lo stato misto non poteva (perché le particelle non erano tutte nello stesso stato: alcune erano verdi, altre blu). Le proprietà statistiche dei due sistemi prima della misura, invece, potrebbero essere descritte da una matrice delle densità. Quindi per un ensemble come questo la matrice delle densità é una rappresentazione migliore dello stato del sistema che non un vettore degli stati.

Quindi, come calcolare la matrice delle densità? Questa viene definita come la somma pesata dei prodotti tensoriali di tutti i differenti stati (vedi la pagina sul Casino’ Quantico per una descrizione del prodotto tensoriale):

Dove p e q si rifescono alla relative probabilità di ciascuno stato. Per l’esempio della particelle nella scatola, p potrebbe rappresentare il numero di particelle nello stato, e q il numero di particelle nello stato.

Supponiamo di avere un certo numero di qubits in una scatola (che possono prendere il valore o, vedi l’articolo Entanglement Quantistico).

In altre parole, il sistema ensemble é in uno stato puro, con tutte le particelle nell’identica sovrapposizione quantistica di stati ed . Poiché stiamo lavorando con un singolo stato puro, la costruzione della matrice delle densità é particolarmente semplice: abbiamo una singola probabilità p, che é uguale a 1.0 (certezza), mentre q (e tutte le altre probabilità) sono uguali a zero. La matrice delle densità si semplifica quindi come:

Questo stato puo’ essere scritto come il vettore colonna (“ket”) (vedi sempre l’articolo Il Casino’ Quantico per una discussione sulla notazione braket). Da notare il componente immaginario (i coefficienti di espansione sono in generale numeri complessi):

Per poter generare la matrice delle densità dobbiamo usare il complesso coniugato di questo vettore colonna (il trasposto del complesso coniugato di . Quindi in questo caso il complesso coniugato é il seguente vettore riga (“bra”):

Quindi, in questo caso, possiamo calcolare la matrice delle densità definita come il singolo prodotto tensoriale:

Cosa ci dice questa matrice delle densità sulle proprietà statistiche del nostro insieme quantistico in uno stato puro? Per cominciare, gli elementi diagonali ci dicono le probabilità di trovare le particelle negli autostati o . Per esempio, il componente 0.36 ci informa che c’é una probabilità del 36% che la particella si trovi nello stato dopo la misurazione. Naturalmente, questo lascia un 64% di probabilità che la particella si trovi nello stato (il compontente 0.64).

A causa della maniera in cui si calcola la matrice delle densità, gli elementi sulla diagonale principale non potranno mai avere componenti immaginari (questo é simile al fatto che gli autovalori sono sempre reali, vedi Il Casino’ Quantico). Invece, i termini non diagonali possono avere componenti immaginari (come mostrato nell’esempio prima). Questi componenti immaginari hanno una fase associata (i numeri complessi possono essere scritti in forma polare). E’ la differenza di fase dei termini non diagonali che produce interferenza. I termini non diagonali sono caratteristici di uno stato puro. Uno stato misto é un classico misto statistico e quindi non ha termini non diagonali ed interferenza.

Quindi, come svaniscono questi elementi non diagonali (ed i loro relativi effetti di interferenza) durante la decoerenza?

I termini (immaginari) hanno un fattore di fase relativo completamente sconosciuto che deve essere ricalcolato facendo la media dei termini non diagonali ogni volta poiché é differente per ogni misura (ciascuna particella nell’insieme). Quando la fase di questi termini non é correlata (non coerente) la somma diventa zero, e la matrice diventa diagonale (tutti i termini non diagonali si annullano). Gli effetti di interferenza svaniscono. Lo stato quantico del sistema é apparentemente “forzato” in uno degli autostati diagonali (lo stato complessivo del sistema diventa uno stato misto) con la probabilità di ciascuna particolare selezione di autostato predetta dal corrispondente valore diagonale della matrice delle densità.

Considerando la seguente matrice delle densità per un ensemble in uno stato puro nel quale i termini non diagonale hanno una fase :

Ecco un semplice programma Javascript per mostrare come il processo di decoerenza faccia la media dei termini non diagonali della matrice di densità mostrata prima. Cliccate su “Inizia Decoerenza” per iniziare la sequenza (grazie ad Andrea per hostare il file):

http://mjjforum.it/varie/decoerenza.html

(Alla fine della simulazione, i termini non diagonali si annullano: gli effetti di interfenza sono svaniti.)

3 Risposte to “Decoerenza quantistica”

  1. Lorenzo Luce said

    Perchè la Decoerenza Ambientale non è la soluzione ad ogni questione e paradosso quantistico?

    L’interpretazione della Decoerenza Ambientale è basata sul fenomeno della Decoerenza Quantistica tanto sviluppato e studiato da Zeh e Zurek (principalmente) e da lei tanto ben esposto. Da questi studi nasce un’interpretazione molto giovane, audace e, peraltro, ancora poco sviluppata, conosciuta e riconosciuta, che tuttavia non fa che aquistare consensi. Questo perché fornisce ottime soluzioni alle questioni quantomeccaniche.

    Non spiega forse il Collasso della Funzione d’Onda? Non esaurisce la questione della macro-oggettivazione, il paradosso del gatto di Schrodinger? Non spiega perfettamente i fenomeni quantistici in modo Non Realistico, Non Locale ma deterministico (cioè ammettendo l’assoluta validità del Principio di Causalità, secondo cui tutto ha una causa e nulla è casuale, incausato)? Non elimina l’imbarazzante problema dell’istantaneità del Collasso attraverso l’introduzione dei già misurati sperimentalmente tempi di decoerenza? Non elimina l’imbarazzante problema della causa del Collasso, individuandola non nell’assurda misurazione o nell’ancor più assurda coscienza umana, ma nell’interazione del singolo Quantum con l’ambiente, con l’esterno, con l’altro, e quindi anche con gli strumenti degli esperimenti, per cui la misurazione risulta essere un interazione che in quanto interazione e non misurazione causa il Collasso, come dimostrano gli esperimenti di Rempe a sfavore del Principio di Indeterminazione? Non elimina l’imbarazzante problema della casualità della scelta dell’autostato, solo presupposta e postulata dall’Interpretazione di Copenhagen, ma mai dimostrata, autostato che risulta ora essere causato dalla singola e specifica interazione, e non casualmente indeterminato, eliminando peraltro anche la scomoda esistenza del caso oggettivo? Perché la questione quantistica non è chiusa? Dove sbaglio? Quali sono i problemi ancora insoluti, a cui l’Interpretazione della Decoerenza Ambientale (da non confondere col fenomeno della Decoerenza Quantistica che integra) non riesce a dare spiegazione?

    Una delle critiche principali riguarda la scomparsa della sovrapposizione di stati. Viene infatti sostenuto che se il sistema quantistico, obbedendo all’equazione di Liounville quantistica, tende a non dissipare la sovrapposizione (anche perché non c’è nessun elemento, nessuna motivazione perché questo avvenga spontaneamente), l’interazione del sistema con l’ambiente non porta di per sé ad un azzeramento dei coefficienti della matrice di densità. Perché questo avvenga, sostengono, è necessario stabilire un limite oltre il quale non vale più l’equazione di Liouville quantistica ma una nuova master equation che introduca termini dissipativi, che portino i termini ad azzerarsi progressivamente.

    Sostanzialmente, gli oppositori ritengono che matematicamente, l’interpretazione della Decoerenza non regga e che per trovare tale master equation bisogni sconvolgere le basi stesse della dinamica.

    Se mi scusa la lunga introduzione, non si deve spavetare, poiché le domande che le pongo sono solo tre.

    Le critiche sono consistenti o create ad hoc per mettere in difficoltà i fautori della teoria, magari perché quest’ultima demistifica la meccanica quantistica, contrariamente ad interpretazioni come quella di Copenhagen, quella di Everett, ecc.?

    In definitiva, quali sono i problemi ancora insoluti dalla teoria della Decoerenza Ambientale?

    Se può chiarire il meccanismo con il quale le sovrapposizioni, sfasandosi, svaniscono, le sarei grato. Quale dei possibili stati diviene autostato e perché? Gli altri stati che fine fanno praticamente? Se ad esempio una particella si trova nella condizione di sovrapposizione di spin differenti, e poi, interagendo, finisce per girare verso “destra”, l’altro spin prima sovrapposto, che fine fa? Se è in sovrapposizione di blu e verde, e l’interazione lo rende blu, il verde che fine fa? Che vuol dire che, sfasato, continua ad esistere ma non è più osservabile?

    Grazie per la cortesia e la pazienza, Lorenzo Luce

  2. scardax said

    Ti ringrazio dei complimenti, che pero’ vanno principalmente all’autore dell’articolo, che io ho semplicemente tradotto.

    Riguardo alle tue domande, la risposta ad alcune di esse si trova nell’ultima parte dell’introduzione alla Fisica Quantistica che ancora devo terminare di tradurre, La Realtà Quantistica:
    http://www.ipod.org.uk/reality/reality_quantum_reality.asp

    Se te la cavi con l’Inglese, trovi spiegazioni anche maggiori qua (in particolare in relazione alle varie interpretazioni date alla MQ nel corso del tempo):
    http://plato.stanford.edu/entries/qm-decoherence/

  3. https://plus.google.com/+CalogeroGalvano/posts

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