6 x 9 = 42

“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Il Richiamo (Pubblicitario) della Foresta

Posted by scardax su settembre 17, 2009

Noi umani andiamo incredibilmente fieri di quello che ci contraddistingue, o che crediamo ci contraddistingua. Cosi’, accanto alle misteriose affermazioni secondo cui il “naturale” é da associare al “giusto“, o quantomeno al “bello” (che porta ad altrettanti misteriosi ragionamenti secondo cui pomodori lasciati a crescere da soli sono più sani di pomodori trattati con prodotti testati in laboratorio), nel senso comune sono anche presenti numerosi richiami a come ci siamo “elevati” al di sopra del livello animale, “sorpassando” i nostri istinti, e via dicendo con un certo cumulo di banalità senza troppo fondamento.

Eppure, cosi’ come molte delle nostre trovate ingegneristiche sono state sperimentate, e perfezionate, dalla Natura molto tempo prima che noi le riscoprissimo (tanto per dirne due, il sistema di pompaggio idraulico e il controllo a retroazione), cosi’ anche molti comportamenti e modi di vivere che riterremmo esclusivamente nostri sono rintracciabili nel mondo animale. Questo é sicuramente vero per i nostri costumi sessuali (fra diverse specie di scimmie troviamo harem, monogamie, poligamie ed anche stili “liberi” come i mai troppo celebrati bonobo), ma anche per alcune particolarità più stravaganti, come – attenzione attenzione – le mode.

La moda é un sistema ben consolidato e compreso: tutto comincia quando un ceto alto di una qualche società decide di adottare un qualche simbolo distintivo (per mostrare il proprio benessere, in sostanza), quale ad esempio un particolare vestito. Subito, i ceti inferiori cominciano ad imitare questa tendenza, per fingere di essere a loro volta altamente benestanti, eleganti, e via dicendo. Chiaramente, dal momento in cui tutti quanti indossano quel particolare vestito, esso ha perso la sua funzione originaria, che era distinguere certe persone, e quindi viene rapidamente abbandonato: i cosiddetti “cicli” della moda, ben documentati e riconoscibili da chiunque di voi che leggete.

Un meccanismo simile, pero’, si ritrova anche presso le farfalle, molto note per i loro superbi colori che, fatto non troppo noto, servono per indicare la propria velenosità ai predatori (un po’ come i sonagli dell’omonimo serpente). Ogni tanto vengono alla luce farfalle che, pur essendo colorate, non sono velenose: esse non dispendono energie nella propria difesa, ma vengono evitate per riflesso dai predatori, prosperando alle spese delle farfalle originarie. Una volta diventate troppo numerose, esse vengono pero’ dilaniate dai predatori che si ‘accorgono’ che non sono più velenose, mentre l’unica maniera per le altre farfalle di salvarsi é di mutare colori. Esattamente il meccanismo della moda: persone che cercano di appropriarsi dei benefici derivanti da una particolare qualità di una certa classe, senza sostenere i suoi oneri, e che conseguentemente rendono inutile la qualità stessa.

In Natura troviamo anche un meccanismo simile alla nostra “pubblicità“, che per decenni ha fatto letteralmente impazzire i biologi: prendiamo l’esempio del Pavone. Se voi foste un progettista di animali, investireste forse cosi’ tante energie in una coda che, allo stesso tempo, li rende incredibilmente visibili ai predatori e ne rallenta i movimenti? Ovviamente no. E per quale ragione la selezione naturale ha preso questa strada?

La risposta, per quanto sconcertante, é che questi meccanismi vengono selezionati proprio perché si tratta di handicap: segni visibili di benessere, e quindi di ottimi geni, che vengono analizzati dalle femmine nella selezione del compagno, e che portano ad una competizione su code ancora maggiori (almeno finché non si raggiungono limiti fisici e/o energetici).

Non é forse lo stesso che porta all’acquisto di macchinoni sempre più grandi, ingombranti, costosi e fastidiosi da parcheggiare?

Annunci

10 Risposte to “Il Richiamo (Pubblicitario) della Foresta”

  1. vfede said

    Best post of the blog.

    Adoro questi argomenti, e li adoro espressi in questo modo, poi è scritto in modo superiore alla media del blog.

    Complimenti, ne voglio ancora 😀

    vf

  2. scardax said

    Ti ringrazio, come sempre! 😀
    Ne avrai altri!

  3. Carola said

    Anche a me è piaciuto molto ^^

  4. AkiRoss said

    Ahaha che bella conclusione! 😀

  5. peppe said

    Grandissimo!

  6. scardax said

    Grazie a tutti! 😀

  7. Ufo.rob said

    Mi era sfuggito questo pezzo! “fatto non troppo noto” che i colori vistosi indichino la velenosità? Ma se è una di quelle cose che i documentari non smettono mai di ripetere! A me i documentari piacevano ma sono troppo sbilanciati verso la biologia, dopo un po’ mi sono stufato, secondo me c’è bisogno che si mettano a parlare più di fisica e tecnologia (sueperquark ne mette solo uno ogni tanto verso il fondo). Persino Voyager mi diverte di più almeno ti fai quattro risate per le cose assurde, rifletti su quel poco di buono che rimane (anche se ovviamente sono cose mai provate ma almeno possibili) e non sta sempre lì a fare vedere il leone che mangia la gazzella o il coccodrillo che mangia lo gnu mentre attraversa il fiume.
    Comunque i documentari di fisica spesso fanno vedere tante cose ma sono strutturati male per esempio ho visto una settimana fa “La storia dell’Universo” episodio “Le galassie” sul nuovo canale Focus, tante immagini, argomenti alla rinfusa senza un filo logico e alla fine non hanno spiegato niente! Ad esempio continuavano a parlare di gravità senza aver MAI detto cos’è! Non dico la formulazione matematica ma almeno qualcosa tipo che è una forza attrattiva che si produce tra due o più masse, insomma almeno accennare in qualche modo al suo legame con la massa!
    In realtà i documentari di fisica sono per la maggior parte di due tipi: quelli sull’astronomia/spazio e quelli storici, bisognerebbe capire se ce ne sono pochi di altri tipi perché non funzionerebbero o perché produttori di documentari e responsabili delle reti tv PENSANO che non avrebbero ascolto.

  8. scardax said

    Guardo pochissimo i documentari proprio per la ragione che dici tu (anche perché dopo Planet Earth i documentari naturalistici possono solo scendere). Le eccezioni sono davvero rare, ricordo ad esempio con vivo piacere Cosmos di Sagan (seppure notevolmente vecchiotto!).

  9. Ufo.rob said

    Ne ho sentito parlare ma non l’ho mai visto, quello ambientato su una nave spaziale immaginaria?

  10. scardax said

    No, è un documentario di 13 puntate girato negli anni ’80, in cui ogni tanto si vede Sagan camminare fra stelle e galassie. Ne è stato tratto anche un libro che a sua volta è uno dei maggiori best sellers di divulgazione scientifica. Planet Earth invece è abbastanza recente, dieci puntate girate con tecniche molto particolari, completamente mozzafiato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: