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“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Ci Sono Macchine e Macchine

Posted by scardax su agosto 18, 2009

I grandi nomi dell’Informatica – Parte 2

Oggi un post molto speciale: due vite messe a confronto, entrambe di due “padri” dell’informatica, ovvero Alan Turing e John Von Neumann, scienziati eclettici, brillanti, trovatisi al centro della Seconda Guerra Mondiale, e la cui vita é terminata con un finale degno delle migliori tragedie greche.

Alan Turing nasce nel 1908 a Londra, ma non si distingue particolarmente a scuola, soprattutto a causa della sua difficoltà ad impegnarsi in materie da lui ritenute poco interessanti, quali lo studio della Bibbia o del latino. Von Neumann, invece, nato nel 1903 a Budapest, si distingue fin da giovanissimo per la sua memoria prodigiosa e la sua grandissima intelligenza, venendo nominato miglior studente di matematica di tutta l’Ungheria già a diciotto anni, quando pubblica il suo primo lavoro.

Se Alan segue fin da subito la sua passione per la matematica, riuscendosi ad iscrivere a Cambridge, Von Neumann é costretto a seguire un percorso più tortuoso: il padre lo vuole iscritto ad una materia più “redditizia”, e John decide di far contenti entrambi prendendo simultaneamente due lauree: una in Chimica, ed una in Matematica.

Mentre Alan cerca di raggiungere una sua maturità caratteriale e scientifica, ostacolato dal suo carattere introverso, dalla sua scrittura disordinata e, soprattutto, dalla sua omosessualità, Von Neumann si destreggia alla perfezione nel mondo accademico, e si trasferisce al cuore della Matematica dell’epoca, Gottinga, dove il secolo prima avevano lavorato Gauss e Riemann. Qui si interessa a quella che viene definita metamatematica, ovvero lo studio della matematica nel suo complesso; alla Fisica Quantistica, sulla quale scrive un libro molto apprezzato dallo stesso Turing, ed in cui comincia a sviluppare la Teoria dei Giochi (in parallelo con il francese Borel).

Ma il futuro di entrambi era l’America: John Von Neumann é invitato a Princeton nel 1930, e pochi anni dopo sarà uno dei sei professori fondatori dell’Institute for Advanced Studies, che diventerà il fulcro dell’attività scientifica mondiale in seguito all’esodo dei principali scienziati ebrei della Germania (fra i quali vi era lui stesso). Anche Turing viene invitato a Princeton, dove conosce John, e dove dà uno dei suoi contributi maggiori alla Scienza: l’articolo On Computable Numbers, che descrive i limiti teorici dei calcolatori, e l’idea stessa di “calcolatore universale” (ovvero una macchina capace di simulare qualunque altra macchina) prima ancora che si cominciassero a costruire i computers. Ma, soprattutto, l’articolo risolveva anche uno dei principali problemi di metamatematica, dimostrando che era impossibile ottenere un metodo meccanico che dimostrasse la verità o la falsità di un qualsiasi enunciato matematico.

La Seconda Guerra Mondiale stava pero’ chiamando entrambi a giocare il loro ruolo nel conflitto mondiale: Von Neumann lo fece sotto gli occhi di tutti, diventando uno dei principali consulenti del progetto Los Alamos per la costruzione di una bomba atomica, mentre Turing lo fece in segreto, lavorando come criptanalista (diventando rapidamente il più rinomato) per la decifrazione dei codici tedeschi (codificati tramite la macchina Enigma). Entrambi questi lavori permisero ai due scienziati di entrare a contatto con macchine di una certa complessità, anche se ancora “stupide”, ovvero incapaci di modificare il proprio comportamento.

Finita la guerra, forti di queste esperienze, entrambi si gettarono sulla costruzione di un calcolatore che fosse invece universale: Turing divento’ consulente del progetto britannico per l’ACE ma, in seguito a rallentamenti burocratici e tecnici sulla sua costruzione, decise di trasferirsi e lavorare presso il già terminato prototipo del Mark I presso Manchester. Se Turing cominciava a teorizzare la nascitura arte della programmazione, pubblicando un libro sulla programmazione del Mark I, Von Neumann concepiva invece un’architettura per i calcolatori, da utilizzare sul progetto dell’EDVAC attualmente in costruzione in America, che ancora oggi resta centrale.

Seppur accomunati da cosi’ tante passioni, i due non potevano pero’ essere più diversi caratterialmente: Alan era spesso vestito in modo sciatto, incurante dei modi di vivere in comunità, con una voce spesso troppo acuta, a volte irritabile ed intransigente sulle sue idee, mentre John era rinomato per il suo senso dell’humour, per le sue feste e, soprattutto, per le sue tante ragazze. Inoltre, John resto’ sempre al cuore della politica, convinto anticomunista, lavorando ai problemi relativi ai missili intercontinentali e consulente del governo statunitense sulle questioni militari, mentre Alan, terminata la guerra, se ne disinteresso’ completamente.

I due avevano ancora molto da dare al mondo, ed entrambi si interessavano del comportamento umano. Von Neumann termino’ di teorizzare la sua Teoria dei Giochi, che cercava di spiegare il comportamento umano in ambienti competitivi, mentre Turing profetizzava l’avvento delle “macchine intelligenti” pubblicando nel 1950 l’ormai leggendario “Machine Computery and Intelligence” che, convenzionalmente, segna l’inizio degli studi sull’Intelligenza Artificiale.

Anche i loro ultimi lavori furono in qualche maniera accomunati: Alan si volse verso la biologia, e pubblico’ un’articolo su una sua propria teoria della morfogenesi (lo sviluppo di un organismo) che riscosse un certo plauso nella comunità scientifica, mentre Von Neumann sviluppo’ una “teoria degli automi”, programmi capaci di autoriprodursi (come il “gioco” Life, di cui abbiamo parlato nell’articolo Anno Nuovo, Giochi Vecchi).

Durante queste loro ultime ricerche, pero’, il loro declino era già iniziato e si profilava inesorabile. Alan venne arrestato per omosessualità, processato e condannato ad una terapia innovativa a base di ormoni, che lo rese impotente e, probabilmente, influi’ anche sul suo già fragile stato emotivo, mentre Von Neumann fu costretto sulla sedia a rotelle da un tumore alle ossa, forse risultato di un eccesso di radiazioni assorbito mentre assisteva ad un test atomico sull’isola di Bikini.

Alan Turing muore nel 1954, forse suicida, addentando una mela intrisa di cianuro (anche se la madre continuo’ a ritenerlo un incidente, mentre il suo biografo Hodges si spinge ad ipotizzare un coinvolgimento dei servizi segreti), mentre Von Neumann si spense nel 1957. Solo pochi amici restarono al loro fianco fino alla fine, e con la loro morte si chiudeva la prima fase di sviluppo dei calcolatori: di li a poco, con l’avvento dei transistor, essi avrebbero raggiunto la maturità arrivando a livelli forse impensabili per i loro stessi genitori.

Mentre il lavoro di Von Neumann fu, anche mentre egli era in vita, considerato da subito brillante e geniale, il valore di Turing non venne invece completamente capito (Von Neumann fu uno dei pochi a tributargli il ruolo centrale nello sviluppo nell’informatica che meritava), e solo negli ultimi decenni questo é stato riconosciuto, ivi incluso il suo lavoro durante la Seconda Guerra Mondiale.

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