6 x 9 = 42

“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Calcolamelo Tu – Parte 1

Posted by scardax su marzo 28, 2009

Tutto ha una sua Storia personale: ce l’avete voi, ce l’hanno i vostri amici, ce l’ha un popolo, la hanno le idee e, perché no, anche le tecnologie. Qual’é la storia del Computer? Quando nasce, dove, come si evolve?

Per rispondere, partiamo dall’etimologia: computer é tradotto in Italiano (cosi’ come in Francese) con “calcolatore“, ovvero “macchina che permette di fare calcoli” (somme, sottrazioni e cosi’ via). Ed in effetti é proprio questa, la natura di fondo di un computer: il saper fare addizioni. Di macchina adibite all’automatizzazione di calcoli ne abbiamo notizia fin dai tempi più antichi, e ne usavano già molti secoli fa i marinai che per determinare le loro rotte dovevano svolgere complicati calcoli trigonometrici e si aiutavano con Astrolabi, regoli ed altri attrezzi del genere.

Il primo a costruire una macchina capace di addizioni (e sottrazioni) automatiche fu probabilmente Pascal nel 1642: la sua Pascalina, prodotta in qualche decina di esemplari, eseguiva somme nel sistema decimale e nel sistema monetario dell’epoca grazie ad una serie di ingranaggi e ruote, ed ebbe una notorietà eccezionale: Leibniz, basandosi sul progetto di Pascal, ne costrui’ un’altra capace anche di moltiplicazioni e divisioni, e queste restarono il punto di riferimento come calcolatrici compatte ed economiche fino ai primi anni del Novecento.

In questo arco di tempo si svilupparono tutte le ricerche che, pur senza volerlo, sarebbero confluite nella nascita della vera informatica: si comincio’ a studiare il codice binario (ovvero la possibilità di poter esprimere qualunque informazione per mezzo di due soli simboli, 0 ed 1); si realizzarono le prime schede perforate, schede di cartoncino perforate in vari punti utili come input per diverse macchine automatiche (in particolare il telaio di Jacquard); e Boole studio’ quella che sarebbe diventata l’algebra Booleana (un sistema utile ad esprimere proposizioni logiche).

Babbage, di cui ho già parlato in un altro post, uso’ proprio le schede perforate per progettare il primo vero prototipo di computer: un macchinario estremamente complicato che, prendendo alcuni input su schede perforate, li elaborava e restituiva output su altre schede perforate. La macchina, chiamata Macchina Analitica, non fu mai realizzata perché troppo complessa per la tecnologia dell’epoca, ma in essa si trovava già un’idea abbastanza rivoluzionaria: la possibilità per il programma stesso di essere passato come dato di input (o memorizzato all’interno della macchina): i Calcolatori stavano per diventare Universali, ovvero capaci di effettuare praticamente qualunque operazione. La macchina di Babbage desto’ interesse ovunque: un prototipo venne sviluppato dagli svedesi Scheutz, destando l’interesse di altre nazioni che ne intuivano l’immenso potenziale.

I fondamenti teorici erano pronti, ma la tecnologia non ne teneva il passo: la svolta si ebbe quando nel 1889 Hollerith brevetto’ un sistema capace di leggere le schede perforate con dispositivi elettrici: la Meccanica, più complessa da realizzare e meno performante dell’Elettrotecnica, cedeva il passo, almeno in parte, alla nuova venuta. Hollerith fondo’ poi la Tabulating Machine Company, che sarebbe diventata in seguito la IBM.

Ma i veri computer come li concepiamo noi avrebbero dovuto aspettare ancora qualche decennio. Che l’idea fosse nell’aria lo si capiva dai progetti che di tanto in tanto fiorivano: ad esempio, negli anni Trenta lo statunitense Bush progetto’ (ma non costrui’) il sistema Memex, un macchinario capace sostanzialmente di memorizzare informazioni e di permettervi un accesso rapido ed efficiente.

La Seconda Guerra Mondiale si avvicinava, e con essa i grandi sforzi per codificare e decodificare messaggi segreti. Ma questo lo lasciamo al prossimo post!

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