6 x 9 = 42

“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Cambiare é (im)possibile

Posted by scardax su ottobre 1, 2008

Ricordo quando, diversi anni fa, mi fu proposto per la prima volta un cosidetto farmaco “alternativo“, o meglio, omeopatico: spacciato come un cambiamento radicale rispetto alla medicina tradizionale, sembrava fosse realmente la panacea di ogni male. Io, curioso di natura, e leggermente paranoico all’epoca, decisi di leggermi il foglietto di istruzioni per capire meglio come funzionasse.

Niente. Nessun foglietto d’istruzioni. “E per le controindicazioni?“, chiesi. “Nessuna controindicazione“, fu la laconica risposta (e mi rieccheggio’ in mente un detto del mio dottore, che “l’unica cosa a non avere controindicazioni é l’acqua”). C’era qualcosa che non mi tornava, ma a quel tempo non avevo ancora le conoscenze necessarie (o la voglia, per essere sinceri) di indagare, come feci in seguito quando un farmaco simile mi si ripresento’.

L’omeopatia si basa su due idee risalenti al XVIII secolo (e più precisamente al medico tedesco Hahnemann), secondo le quali per contrastare una malattia é sufficiente usare una sostanza che induca nel paziente effetti simili a quelli provocati dalla malattia stessa (principio di similitudine del farmaco), e che inoltre non é determinante la quantità (o meglio, la diluzione) di tale sostanza assunta dal paziente. Il bello del primo punto é che, anche in un testo tecnico, viene citato esattamente come l’ho riportato io, anche perché nessuno ha mai capito perché qualcosa del genere dovrebbe essere valido, o quantomeno compatibile con le odierne conoscenze mediche. Possiamo dire che é l’assioma dell’omeopatia: dobbiamo accettarlo per poter proseguire nella discussione. E’ chiaro che, proponendosi come medicina alternativa, sta partendo decisamente col piede sbagliato.

Ma analizziamo più in dettaglio il secondo punto: la diluizione. Una volta reperita la sostanza che induce gli effetti desiderati, ne separiamo una piccola parte in un diluente, agitiamo, eventualmente ripetiamo questo processo diverse volte ed imbustiamo il prodotto finale, la nostra medicina omeopatica. Quanto diluiamo? Le due misure base sono denominate D (in cui viene separata una parte su dieci) e C (una parte su cento), che poi possono formare tutti i vari multipli: ad esempio 3D indica una sostanza diluita per tre volte di fila con un criterio D, ovvero in cui, nel prodotto finale, si ritrova una parte su mille di sostanza originaria. Ci si potrebbe chiedere che bisogno c’é di una distinzione fra D e C, poiché sembrerebbe ovvio che una diluizione 2D equivale ad una diluizione C. Ma questo non é vero: apparentemente, il loro effetto non é lo stesso, almeno secondo i medici omeopati. Secondo assioma dell’omeopatia.

Quali sono delle diluizioni tipiche? Un valore abbastanza frequente é 12D, ma non é raro arrivare anche a 20 (o addirittura 30) C. Ora, 15 D vuol dire che una parte su mille milioni di milioni é di sostanza utile, e tutto il resto é un diluente sostanzialmente neutro (dal punto di vista dell’effetto biologico). Se ci facciamo due conti stechiometrici, si scopre che, in una pasticca omeopatica standard, il massimo che ci si puo’ aspettare é di trovare una singola molecola efficace. Una. In mezzo ad altri milioni. Ora, spiegare perché la sostanza dovrebbe avere effetto, sembra già di per sé difficile. Spiegare come puo’ averlo pur non essendoci rasenta l’impossibile. L’unico metodo sembrerebbe introdurre un terzo assioma: la cosiddetta memoria dell’acqua, ovvero l’idea che le molecole dell’acqua, venendo a contatto con un’altra sostanza, ne assumano la conformazione e ne mantengano le proprietà. Anche questo sembra essere un principio non bisognoso di spiegazione o di dimostrazione, e difatti nessuno l’ha mai data. Del resto, é esperienza quotidiana che inserendo uno spicchio di arancia in un bicchiere d’acqua e ritraendolo, si ottenga succo d’arancia.

A questo punto aggiungiamoci che studi su grandi campioni di malati hanno mostrato come l’effetto omeopatico abbia la stessa incidenza dell’effetto Placebo, che nessuno sembra essere in grado di distinguere due farmaci omeopatici fra loro, una volta che gli venga tolta l’etichetta, e non possiamo che concludere con una bellissima frase di un anonimo francese:

“Prendete un ditale, riempitelo di un prodotto medicinale, versatelo nella Marna dal ponte di Charenton, poi andate con una cisterna a raccoglier l’acqua sotto il ponte Mirabeau. Avrete così alcune migliaia di litri di rimedio omeopatico.”

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17 Risposte to “Cambiare é (im)possibile”

  1. peppe89 said

    Fondamentalmente le medicine omeopatiche sono come hai detto tu un placebo, non c’è da stupirsi quindi che persone “scettiche a riguardo” assumento tali medicine non guariscono.

    Sono placebo come lo sono molte altre medicine alternative….

    a riguardo ti consiglio un libro “Un altro giro di giostra” di Terzani, che parla un po di medicine alternative…..tra cui anche l’omeopatia.

    Una cosa strana della medicina omeopatica è che il farmaco è tanto più porte quanto più volte lo si diluisce, ovvero è tanto più forte quanto per più tempo lo si prepara e si “crede” nella sua forza…. e questo è il placebo….

    saluti

  2. peppe89 said

    (con alcuni errori di battitura) :p

  3. BerryHey' said

    Interessante, bravo =)

  4. scardax said

    @peppe89: di Terzani ho letto “La Fine é il mio Inizio”, mi ha emozionato moltissimo e quindi “Un Altro Giro di Giostra” é nella mia lista dei libri da leggere da diverso tempo, purtroppo il tempo ha la fastidiosa tendenza a non essere mai abbastanza! 🙂

    @BerryHey’: Grazie!

  5. peppe89 said

    ecco, anchio ho letto la fine è il mio inizio, bellissimo…

  6. vfede said

    e pensare che c’è gente che ci crede! come in dio naturalmente…e nei cartomanti…bah
    non era notizia abbastanza recente di un poveretto morto perché invece di prendere i medicinali contro il cancro ha preso solo medicine alternative?
    io farei un applauso…
    al post manca solo sapere quel’è il giro di affari di sta roba per rendersi conto di quanti co***oni ci sono in giro e prepararsi di conseguenza 😀

    vf

  7. Luciana said

    Ciao, ho letto questo articolo e, poiché faccio uso di omeopatia, (la medicina mi terrorizza ma questa è altra storia), vorrei chiedere l’esatta definizione di effetto placebo, e l’altra domanda è: su un bambino di due mesi come può esservi effetto placebo, se per placebo si intende “suggestione” ?? Volevo dire a chi ha scritto il post prima di me che sono una dei tanti c***ni che fanno uso da anni di omeopatia, ho molto sofferto di attacchi di panico fin dalla tenera età di 13 anni, devo dire che se fosse stato per la medicina ufficiale è molto probabile che ora sarei rinchiusa in qualche centro di igiene mentale… e qui mi fermo. In sintesi non è stata tutta sta gran manna, nel mio caso, la medicina ufficiale, anzi…. Non per questo la demonizzo a priori. L’importante è mantenere la mente aperta a tutte le possibilità. Grazie per la eventuale risposta ed attenzione 🙂
    p.s. probabilmente sono anche una criminale, visto che mio figlio l’ho sempre e solo curato omeopaticante da quando aveva 1 mese, ora ha 17 anni e direi che gode ottima salute. Fortuna? O semplicemente esistono altre possibilità, basta averne conoscenza e parlare con cognizione di causa? 🙂

    luciana

  8. scardax said

    O semplicemente esistono altre possibilità, basta averne conoscenza e parlare con cognizione di causa?
    Cara Luciana, prima di scrivere qualunque post passo numeroso tempo a verificare tutto quello che ci inserisco, per limitare al massimo le imprecisioni ed aumentare il più possibile i dati e l’oggettività. L’ironia che traspare dall’articolo é diretta solo ed esclusivamente a coloro che usano l’omeopatia non conoscendola ed attribuendole chissà quali proprietà, se tu te ne intendi e continui ad usarla sei liberissima di farlo, il “criminale” sarei io se tentassi di impedirtelo.

    Detto questo, una buona definizione di effetto Placebo si trova un po’ più in basso nella pagina di Wikipedia relativa all’argomento, tratto da un documento dell’Università di Torino:

    […] il placebo, sebbene mal definibile in termini di causazione, può essere inteso come un insieme di fattori extrafarmacologici capaci di indurre modificazioni dei processi, anche biologici, di guarigione intervenendo a livello psichico: non per nulla molti autori considerano quasi sinonimi i termini placebo e suggestione.

    Il placebo é una parte essenziale di qualsiasi cura, e le attenzioni date al paziente sono uno dei discriminanti fra buoni e cattivi istituti medici. Per certi sintomi, come l’emicrania, il placebo puo’ raggiungere un tasso di guarigione addirittura dell’80%, ovvero di quattro casi su cinque! Non per niente, un farmaco “tradizionale”, per essere considerato tale, deve superare per prima cosa un test in cui dimostri di avere un’efficacia maggiore di un placebo.

    Riguardo a tuo figlio, non voglio dire niente per paura di offenderti, ma posso ipotizzare che (spero) non abbia mai avuto nulla di grave!

  9. vfede said

    cara luciana, anche io non ho mai preso medicine se non aspirine ogni tanto per il mal di testa, e ho una salute di ferro…come la mettiamo?

    il succo del discorso, che forse non hai colto, è che una medicina omepatica è come un bicchiere d’acqua di rubinetto, nè più nè meno.
    cioè, se ti danno un bicchiere d’acqua di rubinetto e ti dicono che dentro c’è una medicina per il tuo male, stai sicura che tu dopo ti sentirai meglio, perchè la tua mente crea l’effetto placebo, convincendosi di stare bene! il bello è che il corpo delle volte guarisce…come guarisce anche senza medicine!

    non sono ferrato in materia, ma mi sembra plausibile che per “curare” gli attacchi di panico non servano medicine, ma solo l’autocontrollo psichico, cioè avere la convinzione che la “medicina” che stiamo prendendo ci guarisca. e questo compito, lo fa egregiamente anche una caramella tic-tac, se messa nella confezione di un medicinale.

    non posso non notare però che la tua paura della medicina è d’altronde una superstizione, come i gatti neri o gli specchi rotti, e le superstizioni non sono tanto lodevoli in esseri che si dichiarano evoluti

    RICORDATI che è SOLO grazie alla Medicina che tutti noi possiamo vivere fino a 80 anni!
    e penso mi fermerò qui.

    vf

  10. Luciana said

    Intanto grazie delle risposte, anche se non ho ricevuto risposta ad una delle domande: l’effetto placebo su un bimbo piccolo che non ha consapevolezza?
    Rispondo però avfede: quando dico che mio figlio ha salute di ferro malgrado (dal vostro punto di vista) l’omeopatia non intendo dire che chi fa uso della medicina tradizionale sia più vulnerabile (anche se in certi casi credo sia così) e ho anche precisato che non la demonizzo a priori, quello che mi scoccia un po’ è pigliarmi della superstiziosa così… abbastanza gratuitamente, senza sapere o magari indagare sul perché ho il terrore della medicina ufficiale: e se avessi subito un grave trauma a causa di quella? Trauma che magari mi ha spinta a cercare alternative?
    Ora, siccome non sono medico, mi limito a parlare in base alla mia esperienza, sugli attacchi di panico ci sarebbe molto da dire, ho passato anni a lavorare su di me per poterne avere un minimo di controllo, ma assicuro che quando si è dentro al tunnel la sensazione di morire è reale, come reali sono tutti i sintomi (battiti cardiaci accelerati, mancanza di respiro ecc ecc…) in quel momento la mente non è propriamente padrona di sé … e concordo che il farmaco dà un senso di protezione, anche un bicchiere d’acqua spacciato per farmaco.
    Detto questo, nella mia ignoranza, mi sento di dire che la medicina ufficiale guarirà il sintomo, ma non la causa scatenante, e qui si entra in un campo talmente vasto che proprio non ho la capacità di gestire, non in due parole di certo.
    C’è sempre una causa scatenante. La scelta che ho fatto di rivolgermi ad alternative si basava proprio sulla ricerca di queste cause. Ognuno di noi ha la sua storia, quindi le cause variano da persona a persona.
    Quello che non mi garba della medicina ufficiale è che non si tiene conto di questo, del vissuto di ognuno, se l’aspirina (per dire) va bene a tizio allora andrà bene anche per caio e pure sempronio.
    Io sono sempronio e l’aspirina mi ha quasi uccisa, l’aspirina sempre per nominare un farmaco qualsiasi. Sono anche poliomielitica da quando avevo 7 mesi. Avevo appena fatto il primo vaccino. Quindi sarà anche vero che grazie alla medicina, anzi no … SOLO alla Medicina, che possiamo vivere fino a 80 anni, ma mi risulta avere la polio proprio grazie a quel vaccino…. come la mettiamo? 🙂
    Comunque non sono qui per convincere nessuno, né voglio farmi convincere, ripeto… quando è servito o serve faccio uso pure io delle pilloline, ma sempre con un occhio vigile, diciamo che ho acquisito abbastanza consapevolezza di me stessa da sentirmi in grado di scegliere quando sia il caso e quando no.
    Per quanto riguarda mio figlio meglio che non dica nulla, se si parte già dal presupposto che una risposta mi potrebbe offendere, è un po’ come ammettere che sono una criminale come ho scritto nel post precedente. Me ne assumo e me ne sono assunta ogni responsabilità. Mio figlio peraltro è ben felice della scelta che ho fatto per lui, il seme l’ho messo…. deciderà lui poi come agire in futuro, sarà liberissimo di farlo 🙂 l’importante è che non “dorma”.

  11. Luciana said

    Scusate, ci tenevo a dirvi che sono arrivata a questo blog attraverso un forum che sto seguendo, anche se da fantasmina, sono approdata da http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=4761&f=4761
    mi dichiaro ufficialmente fan di MJ, non da molto tempo ma decisamente molto appassionatamente 🙂

    chiudo

    luciana

  12. scardax said

    Ho unito i tuoi ultimi due commenti, mi fa piacere che tu sia fan di MJ, del resto su quel forum sono anche Moderatore! 🙂

    Un po’ di risposte:
    l’effetto placebo su un bimbo piccolo che non ha consapevolezza?“: non esiste, l’effetto placebo funziona solo con persone che hanno coscienza di stare seguendo una cura.

    Detto questo, nella mia ignoranza, mi sento di dire che la medicina ufficiale guarirà il sintomo, ma non la causa scatenante: questo é un attacco esagerato, la medicina non é una scienza esatta ma puo’ tranquillamente guarire molte cause. Comunque gli attacchi di panico sono materia da psicologo/psichiatra più che da medico generalista, e da persone che conosco posso confermare quello che hai detto: il più delle volte é meglio lavorare su sé stessi da soli, anche se un aiuto esperto puo’ far comodo. Ma, come già detto, questo é il campo della psichiatria, molto più discusso e più dibattuto!

    Quello che non mi garba della medicina ufficiale è che non si tiene conto di questo, del vissuto di ognuno: ma infatti i medici vanno a tentativi, possono solo vedere i sintomi e cercare di scoprirne la causa. Chi ha mai detto che la medicina tradizionale é priva di difett? Anzi! Ma questo non convalida certo le tesi omeopatiche. Per di più l’attenzione al paziente é una qualità che si cerca di insegnare ad ogni medico.

    è un po’ come ammettere che sono una criminale: che esagerazione! 😀 Era solo perché a volte alcune persone tendono ad offendersi subito per tutto, e non avevo intenzione di degenerare in insulti.

  13. Luciana said

    Rieccomi (oggi pigreggio alla grande)

    Scardax dice: (non so come si quota qui, copio incollo)
    “l’effetto placebo su un bimbo piccolo che non ha consapevolezza?“: non esiste, l’effetto placebo funziona solo con persone che hanno coscienza di stare seguendo una cura.

    Luciana dice:
    allora l’omeopatia funziona hehehe 😀

    Sei gentile, lo apprezzo molto.

  14. Mefisto said

    Sono assolutamente contrario all’omeopatia… ma… il concetto di somministrare dosi (piccolissime) di una ” sostanza ” che causa la malattia, è in fondo alla base del più grande successo della medicina tradizionale : i vaccini !
    Un altro esempio potrebbe essere la mitridatizzazione nel caso dei veleni, o, molto più importante, la desensibilizzazione nelle malattie allergiche.

    In tutti questi casi, sia che si somministrino virus uccisi o attenuati, o tossine denaturate, come nel caso della vaccinazione contro la Difterite ed il Tetano, o allergeni, il concetto di fondo è il medesimo : far si che l’organismo ” reagisca ” con la produzione di anticorpi e/o immunità cellulare.

    Un organismo ” vergine “, che non sia mai venuto a contatto cioè col virus, o col batterio, o con la sostanza nociva, è esposto ad ammalarsi in forma grave, mentre se la ” vaccinazione ” gli ha conferito una protezione (o l’immunità), sarà esente da malattia o la contrarrà in forma lieve.
    Basti pensare che il morbillo in una popolazione vergine, com’è il caso di molti paesi in via di sviluppo, è una malattia terribile.

    (Da Wiki) l’ultimo caso di poliomielite autoctona si è avuto nel 1983.
    Il vaiolo è stato eradicato dal pianeta, difterite e tetano e tante altre malattie sono ormai rarissime.
    Purtroppo c’è un prezzo da pagare… in rarissimi e sfortunati casi un vaccino (Sabin) può dare la malattia conclamata, in circa un caso su 2 milioni di dosi somministrate; o si è avuta una partita difettosa, o si trattava di un soggetto con deficit immunitari misconosciuti.

    Reazioni, anche gravi, ci sono con quasi tutti i vaccini, ma va valutata la frequanza di questi eventi in rapporto con la pericolosità e contagiosità della malattia.
    Mia figlia ha fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie, e non esiterei un secondo a vaccinarla (o a vaccinarmi), se venisse per esempio morsa da un cane affetto dalla rabbia !

    Solo in questo senso ha valore (secondo me ovviamente) la concezione omeopatica.
    Va tutelato, ovviamente, il sacro diritto di ognuno a curarsi come meglio crede, specie se ha avuto esperienze traumatizzanti o comunque negative con la medicina tradizionale.
    Fermo restando che ciò non valga per malattie potenzialmente pericolose o mortali, o per bambini non sottoposti a vaccinazioni, per non parlare dei testimoni di Geova che rifiutano anche le semplici trasfusioni.

  15. scardax said

    Mi spiace dirti che in realtà hai equivocato! 😀

    Rileggi il post: il principio di similitudine del farmaco propone di somministrare sostanze che provochino sintomi simili alla malattia da curare, non quantità piccole delle stesse sostanze che provocano la malattia.

    Inoltre, le dosi dei vaccini e le dosi dell’omeopatia non sono neanche comparabili (la molecola in tutta la pasticca citata nel post).

    In ogni caso, grazie mille del commento, sempre molto gradito ed accetto! 😉

  16. Mefisto said

    Forse sei tu che non hai afferrato il concetto !

    Nella medicina classica, tradizionale, un farmaco CONTRASTA i sintomi. Questo in generale, ovviamente. Si dà cioè qualcosa che antagonizzi l’effetto dell’agente patogeno o che lo distrugga. Pensa agli ANTIBIOTICI !

    Nell’omeopatia si somministra una sostanza che provochi effetti SIMILI all’agente nocivo, e quale similitudine è maggiore che somministrare lo stesso agente, come nella vaccinazione, o desensibilizzazione, o mitridatizzazione ?

    Già Ippocrate aveva individuato due modi diversi di affrontare le malattie : la via dei simili e la via dei contrari. L’omeopatia si basa sulla prima (similia similibus curantur).
    Semplificando, nell’esempio la prima è il VACCINO, la seconda L’ANTIBIOTICO (o l’antivirale).

    L’omeopatia non è una scienza quando si ” accontenta ” della similitudine approssimativa: dare un farmaco che provochi sintomi simili, ma che non abbia nessun NESSO CAUSALE, eziopatogenetico con la malattia, con l’agente nocivo cioè, è scientificamente insostenbile.

    Teniamo presente però che in molte situazioni anche la medicina classica si ” accontenta ” di alleviare i sintomi, senza agire sull’agente causale. Pensa ai malati di tumore in fase terminale o a tutte quelle situazioni in cui si adotta una mera terapia ” sintomatica “, anche nella banale influenza ! Se non ti sei vaccinato ovviamente…

    Non sostengo che l’Omeopatia è scientificamente valida, ho detto che alcuni principi concettuali, di fondo, sono ravvedibili anche nella medicina classica, e precisamente negli esempi da me riportati.

  17. Scardax said

    Ok, ora capisco il ragionamento, ovviamente concordo. 🙂

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