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“Ho sempre detto che c’era qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’universo…” (Arthur Dent)

Il Paradosso del Boeing

Posted by scardax su agosto 31, 2008

Per inaugurare questo nuovo blog, a tematiche più o meno scientifiche, mi piacerebbe condividere con voi un fatto abbastanza divertente. Esiste oggi una teoria scientifica chiamata NeoDarwinismo, che é quella che generalmente viene designata come Teoria Evoluzionista o Darwiniana, nonostante dal tempo di Darwin abbia fatto dei progressi straordinari. Attualmente, basandosi su solide basi matematiche e su un numero notevole di prove empiriche, é capace di spiegare senza troppi problemi la complessità della vita su questo pianeta, e lo fa, fra le altre cose, in maniera estremamente elegante e concreta. Permette di fare previsioni, resiste alle nuove prove che vengono alla luce ogni giorno… Insomma, una teoria veramente fantastica, al pari di molte altre grandi conquiste scientifiche.

Esiste pero’ una famiglia dell’Ordine dei Credenti, composta di persone che amano farsi chiamare Creazionisti e che, non apprezzando quello che la Teoria comporta, amerebbero che questa si dimostrasse falsa. Questi si dividono in due Generi (si noti che sto usando la terminologa zoologica giusto per fargli dispetto): da una parte quelli che possiamo chiamare semplicemente Struzzi, che nascondono la testa sotto la sabbia e fanno finta che i fatti che li circondano non esistano; dall’altra le Volpi, che avendo scoperto che é praticamente inutile fare a gara con gli Scienziati (che, mannaggia, hanno dalla loro parte le prove), hanno deciso di darsi al più facile tentativo di convincere tutte quelle persone che, in realtà, di Evoluzionismo non sanno praticamente niente. Le loro argomentazioni, tagliando e stringendo, si possono riassumere all’incirca cosi:

Questi *pfui* Biologi ci stanno dicendo che, se prendiamo vari pezzi di un aereo, e li lasciamo in un cantiere in balia del vento per molto tempo, prima o poi otterremo un Boeing. Un Boeing! Non vi fanno ridere?

Forse ho un po’ esagerato la caricatura, ma vi assicuro che le obiezioni suonano realmente cosi. Naturalmente sono sbagliate. Ma ecco la domanda interessante: per quale ragione sono sbagliate? Per il semplice fatto che, come ogni Teoria Scientifica, l’Evoluzione ha bisogno di alcuni prerequisiti per poter essere applicata. In pratica, prima di poter pensare in termini evolutivi, dobbiamo chiederci se:

  1. I vari pezzi dell’aereo lasciati nel cantiere si riproducono in maniera costante.
  2. I “figli” di questi pezzi sono simili ai “genitori” nelle caratteristiche, eccetto qualche occasionale mutazione.
  3. I pezzi hanno la possibilità di interagire fra loro (magari unendosi). E non venite a dirmi che c’é il vento.
  4. L’ambiente che li circonda tenderà a favorire quelle strutture con una propensione maggiore al volo a reazione (o, per essere più gentili, al volo in generale).

Chiaramente nessuna di queste ipotesi é soddisfatta, e quindi non possiamo controbattere il NeoDarwinismo con un simile esempio più o meno allo stesso modo in cui non possiamo dire che “le leggi del moto di Newton non spiegano il comportamento di una colonia di formiche, quindi sono false“.

Per concludere rapidamente la discussione, possiamo chiederci: cosa succederebbe se le ipotesi fossero vere? Più o meno questo: i pezzi iniziali si riprodurrebbero, e di tanto in tanto alcuni figli sarebbero leggermente diversi dal genitore. (ad esempio un’ala potrebbe avere un profilo leggermente affusolato, oppure un’elica avere quattro punte anziché tre). Poiché, per un fattore naturale, le parti con maggiori tendenze al volo si riprodurranno di più, in breve tempo diventeranno molto numerose nella popolazione, passando dall’essere un pezzo mutante all’essere la norma, mentre i pezzi meno adatti al volo (ad esempio le eliche a quattro punte che offrono troppa resistenza all’aria) tenderanno a sparire rapidamente. A questo punto il ciclo ricomincia, con successivi miglioramenti via via che le generazioni avanzano. E’ anche possibile che due pezzi (ad esempio un’ala ed un’elica) si leghino fra loro, e lo facciano in maniera talmente forte che presto non sarà più possibile capire che, in passato, erano due pezzi separati. E’ abbastanza chiaro che, se a questo processo lasciamo un tempo sufficientemente lungo (ad esempio due, tre miliardi di anni), non solo otterremmo un Boeing, ma anche altri aereomobili quali alianti o elicotteri!

A chi volesse approfondire meglio questi argomenti, non posso che consigliare i libri di Dawkins “Il Gene Egoista” e “L’Orologiaio Cieco“.

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6 Risposte to “Il Paradosso del Boeing”

  1. raffo said

    ciao simone!! i tuoi blog sono sempre molto interessanti, sei la mia unica disintossicazione per non vedere altri blog che parlano di informatica commerciale e cose cmq tecnologiche hehehe:P

    cmq tu dovevi fare il filosofo, non l’ingegnere informatico hehehe

    un salutoooooooooo

  2. Zak said

    Ribadisco un concetto che non mi stanchero’mai di ribadire: filosoficamente (anzi, teologicamente) parlando, per un credente e’ del tutto indifferente credere che Dio abbia creato l’uomo direttamente o mettendo le basi perche’ comparisse a seguito dell’evoluzione.
    Credere che il rispettare le leggi naturali sia qualcosa che esclude l’intervento di Dio e’ molto offensivo nei confronti di un essere che in teoria si supporrebbe pefetto.
    Evidentemente queste persone lo giudicano imbranato, incapace di usare le regole di un universo che ha creato per ottenere quello che voleva creare.

    Il creazionismo, cosi’ come altre cose, sono solo un mezzo per cercare di contrabbandare l’ignoranza e l’oscurantismo con la scusa della fede. Andrebbe messo fra i peccati mortali, un simile insulto a un organo (il cervello) che se si e’ credenti non si puo’ non riconoscere che ci e’ stato dato per pensare, e non per farlo atrofizzare.

    Tutti a ribadire che la vita e’ un dono di Dio, e si scordano che lo sono anche i neuroni.

  3. ReRosso said

    bravo, vedo che anche tu hai a cuore la disputa Dawinismo vs. Intelligent Design. Ottima argomentazione.

  4. scardax said

    @Raffo e ReRosso: grazie dei complimenti!

    @Zak: diciamo che, se fossero indifferenti, non si darebbero tanta pena per controbatterlo. Io penso abbiano capito che, quando la teoria dell’Evoluzione sarà finalmente entrata nell’ambito delle teorie comunemente accettate (ed é solo questione di tempo), la religione perderà ulteriore credito presso le persone normali.

    Il mio sogno é che gli scienziati riescano finalmente a mettersi d’accordo su una qualche teoria di Abiogenesi (sia essa Brodo Primordiale o altre), in modo da costringerli a tirare Dio ancora più indietro, verso il Big Bang, fino a farlo diventare quasi ininfluente.

  5. BerryHey' said

    Il Gene Egoista, L’Orologiaio Cieco… Aggiungerei “L’illusione di Dio”, sempre di Dawkins, e “Creazione Senza Dio” di Telmo Pievani.

    Almeno per finanziare un po’ di letteratura scientifica ed evoluzionistica, che ha la sua importanza…

  6. Sandro said

    Sono capitato da queste parti per caso dopo 9 anni da quando hai pubblicato questo articolo e non so che interesse può avere quello che sto per scrivere, comunque …
    c’è un aspetto della teoria evoluzionistica che mi ha sempre lasciato perplesso: come l’informazione, che renderà più efficiente il predatore, possa passare da preda a predatore.
    Mi spiego con un esempio semplicissimo che tutti conosciamo.
    L’apparato che permette alla zanzara di “succhiare” il sangue dalla sua preda fa parte del sistema riproduttivo: o funziona o non si riproduce (non è come nel sistema visivo che più occhi hai e meglio vedi); quindi non può essersi evoluto al massimo si è perfezionato, ma la sua funzione di base deve averla sempre svolta altrimenti la zanzara non si sarebbe potuta riprodurre.
    Come certamente sai la zanzara prima di succhiare il sangue inocula un anticoagulante, altrimenti il sangue si coagulerebbe e otturerebbe il tubicino (abbi pazienza se non è questo il termine scientifico, tanto è una chiacchierata alla buona tra amici); niente sangue, niente riproduzione; come fa la zanzara a produrre l’anticoagulante (ce ne sono tanti) che si adatta alla sua vittima ? Ha fatto le prove ? Le sostanze organiche da provare sono milioni. Casualmente produce una sostanza organica, la prova: se non funziona muore, se funziona prova a trasmetterla alla sua discendenza … passa un pipistrello e zac se la pappa (era una zanzara sfigata). Ma mica sono tutte sfigate, finalmente una ce la fa. E le altre ? Vengono a sapere che una ce l’ha fatta e interrompono la loro ricerca ? Oppure continuano instancabili a produrre casualmente sostanze organiche da testare; potrebbe essere ma allora perché non si ha traccia di questi tentativi (che dovrebbero essere molto numerosi e per il numero di sostanze organiche esistenti da testare e per la bassissima probabilità di tramandare la scoperta al resto della specie)

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